a caccia del gruccione

Mauro Caffieri Uncategorized Leave a Comment

A caccia del GRUCCIONE
Ordine: Coraciiformes   Famiglia: Meropidae
Il Gruccione (Merops apiaster) può raggiungere una lunghezza di 25-29 centimetri, considerando anche le penne della coda – particolarmente allungata – mentre l’apertura alare può raggiungere i 40 centimetri e il peso i 50-70 grammi. Il ‘fondo’ della livrea appare castano, sul dorso, e azzurro, nel ventre, ma offre anche sfumature di giallo, verde, nero, e arancione. Il becco è nerastro, lungo e leggermente ricurvo verso il basso. Le zampe sono marrone-grigiastro. I sessi sono fra loro molto simili e difficilmente distinguibili, la femmina presenta toni di colore più verdi del maschio Il Gruccione è nidificante alle nostre latitudini tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Nidifica prevalentemente presso scarpate lungo fiumi, in cave di sabbia  in ambienti agricoli con boschetti sparsi, in vaste radure, in arbusteti con pareti sabbiose, vigneti, dune, pascoli, steppe. Tipicamente, il nido è costituito da un profondo cunicolo  fino a 1-5 metri ove la femmina ( che è anche più attiva nello scavare le gallerie) depone 5-8 uova. Entrambi i sessi si occupano della cova, che dura circa 20 giorni. Di solito la specie effettua non più di una covata l’anno: se una coppia trova un luogo favorevole alla costruzione del nido, ne sopraggiungono altre fino a formare vere e proprie colonie. L’involo dei giovani avviene dopo quattro settimane, durante le quali i genitori entrano ed escono in maniera assidua dalle gallerie portando all’interno insetti per l’alimentazione dei pulli. Il gruccione teme l’intrusione dei serpenti nel nido: ad un tipico richiamo di allarme, tutta la colonia si attiva in una chiassosa dissuasione facendo picchiate intorno all’intruso. I giovani volatili emanano un forte e caratteristico odore che spesso attira la volpe: questa riesce qualche volta ad introdursi nel nido scavando il tunnel d’accesso e distruggendo la nidiata. Il gruccione cattura esclusivamente insetti in volo,compiendo planate, scivolate e acrobazie che si concludono con il ritorno ad un posatoio, quasi sempre con un insetto nel becco. Tali insetti, in special modo vespe e api, vengono battute prima di essere mangiate in modo da inattivare l’apparato contenente il veleno collegato al pungiglione per ingoiare la preda senza problemi; tipica è l’offerta rituale del cibo al momento di formazione delle coppie il maschio si preoccupa di dimostrare la sua abilità nel catturare insetti che offre alla femmina a dimostrazione della propria affidabilità come compagno. In un giorno un Gruccione può catturare più 200 insetti per imbeccare i giovani. Il gruccione è solito appostarsi nei pressi degli alveari, ma anche dei vespai, dei nidi dei calabroni e di moltissimi altri imenotteri. La sua azione non è dunque rivolta esclusivamente agli alveari, anzi, le api da miele rappresentano circa un terzo degli imenotteri predati mentre un’elevata percentuale degli altri imenotteri catturati è costituita da calabroni.
Purtroppo l’azione predatoria del gruccione ha compromesso l’apicoltura in alcune zone, che ha costretto gli apicoltori ad agire con l’allontanamento delle colonie.  Esso prevede l’impiego di un falco addestrato per spaventare altri volatili responsabili di danni all’agricoltura e non solo, quali piccioni, gazze, taccole, gabbiani, aironi ecc. Le popolazioni di questi animali, infatti, intimorite dalla presenza in zona di un predatore come il falco, si disperdono completamente.
Alla fine del periodo riproduttivo (fine luglio) giovani e adulti si riuniscono in gruppi e iniziano quel processo di dispersione dai siti di nidificazione che sfocerà nella migrazione autunnale (da metà agosto a inizio ottobre). Lo svernamento avviene in Nord Africa.

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